COLLABORAZIONI

COLLABORAZIONI

Il percorso che sta dietro la costruzione di un sito funziona un po’ come il coordinamento di un viaggio di gruppo. Prevede tappe, soste, mete e soddisfazioni. E soprattutto l’incontro con altre persone.

Mi sono presa una bella pausa di riflessione prima di dire di nuovo di sì a un indirizzo internet dedicato al counselling e alla mia attività di professionista dell’aiuto.

Questa volta da freelance volevo un mio dominio inequivocabile, consapevole delle difficoltà e allo stesso tempo della forza che implica il far da sé. Ricominciare da capo, darmi una nuova immagine, diversa da quella di un anno fa, per me è stata una bella vetta da aggredire. Ero abbastanza allenata per rimettermi in marcia, ma ho voluto chiedere aiuto on the road alle persone giuste. A mo’ di autostoppista.

Disegnare la mappa concettuale del sito è stato un itinerario condiviso con altri professionisti e compagni di viaggio, senza i quali non sarei riuscita così. Mi hanno tirato fuori, come dei veri travel counsellor, ciò che era timidamente nascosto dentro.

Le idee non mi sono mancate, ma per concretizzarle sul serio mi sono fatta prendere per mano dalla creatività e dalla femminilità di Martina Turigliatto, grafica e compagna di pratica sul tappetino di ashtanga yoga. Suo è il logo, che esprime con due potenti simboli i miei segni di riconoscimento: lo zaino, richiamo al Viaggio e mio accessorio quotidiano, e la Mongolfiera, eco di libertà.

E poi ringrazio il mio amico Diego Perino, che come web designer e videomaker ha dato ordine a ciò che volevo dire, e l’ha reso immagine visibile. C’è della regia artistica nel suo lavoro di programmazione e animazione virtuale, lo riconosco. E lo ammetto, il mio desidero era anche quello di collaborare professionalmente a stretto contatto con una figura maschile e fare un’ esperienza diversa.

La grinta motivazionale però la devo a Barbara Oggero, fotografa di storie e nikonista, che mi ha intervistata come travel counsellor per la sua pagina facebook Donne di Torino. E come spesso succede tra perfetti sconosciuti, mi ha stimolata con le parole di cui avevo bisogno, che mi hanno riattivato il giusto coraggio (“azione del cuore”).

Sue sono le foto mentre abbraccio il mio mappamondo in piazza Peyron, anziché in studio. Volevamo il contesto adatto , e a un certo punto, ci siamo ritrovate fuori all’aria aperta, sulla panchina al parco.

Ho voluto riutilizzare anche un po’ di materiale fotografico di Luigi Malanetto (su facebook Tus (togheder ui scat!)) con cui avevo collezionato qualche posa un po’ di tempo fa. Il suo occhio è stato impeccabile, e prezioso il suo contributo per gestire la post produzione delle immagini raccolte.

Grazie a tutti per aver condiviso un pezzetto di strada insieme.