Ciao, mi chiamo Laura! Sono Counsellor Professionista ad orientamento Adleriano.

CHE COS’E’ IL COUNSELLING?

Lo scopo del counselling non è quello di risolvere un problema particolare, ma di aiutare l’individuo a crescere perché possa affrontare sia il problema attuale sia quelli successivi in maniera più integrata, ovvero con maggiore autonomia, responsabilità, consapevolezza” Carl Rogers

Il Counselling è una relazione d’aiuto professionale rivolta a chi desidera ritrovare il proprio benessere e attuare dei cambiamenti nella propria vita per stare meglio con se stesso e nel proprio contesto sociale.
La persona è assistita dal counsellor nelle proprie difficoltà con una focalizzazione sulla sua libertà di scelta e sulla responsabilità individuale.
Il Counselling è un’attività di aiuto professionale basata sull’accoglienza, l’ascolto empatico, l’osservazione non giudicante, la restituzione e la condivisione di quanto portato dal Cliente, attraverso tecniche di comunicazione efficace e di riformulazione.

A COSA SERVE

Il Counselling offre una chiarificazione, un orientamento o un sostegno, favorendo lo sviluppo delle potenzialità già presenti. Il counselling aiuta a ritrovare quella forza che ognuno di noi possiede già.
Attiva nuovi comportamenti, nuovi pensieri e nuovi modi di sentire, che sono il risultato di una conoscenza consapevole di sé e delle proprie azioni e che costituiscono la base per nuovi orizzonti e nuove scelte.
Attraverso il Counselling, il Cliente ha l’opportunità di esplorare, scoprire e chiarire i termini del proprio problema, i propri bisogni, gli obiettivi che desidera raggiungere e le proprie risorse personali, per ripristinare o accrescere l’autonomia e la competenza decisionale che possono apparire momentaneamente bloccate o depotenziate.

A CHI SI RIVOLGE

A tutti!
Il Cliente di un percorso di Counselling è la persona, la coppia, la famiglia o il gruppo che riconosce il bisogno di essere sostenuto, per un periodo, dal supporto relazionale di un counsellor professionista, per fronteggiare una specifica problematica esistenziale o di comunicazione (personale, di coppia, familiare, professionale).

COME FUNZIONA

ll Counsellor accompagna il Cliente nel processo di esplorazione e chiarificazione, impiegando strumenti e specifiche tecniche relazionali, basate sull’ascolto, l’accettazione e la comprensione empatica. Il Counsellor non dirà mai al Cliente in difficoltà cosa fare, lo aiuterà invece a comprendere la situazione e a gestire il problema assumendosi pienamente le responsabilità delle proprie scelte e delle proprie decisioni.

Un percorso di Counselling è strutturato in 10/12 incontri della durata di un’ora ciascuno, a cadenza settimanale.
Il singolo colloquio costa 50 €.

PERCHE’ (TRAVEL) COUNSELLING?

Il viaggio è la metafora perfetta del percorso di counselling.
Entrambi funzionano nello stesso modo: propriamente non ci sarebbero né viaggio né counselling senza l’incontro/il contatto con l’Altro, senza la libertà di essere sé stessi e senza il disagio che prevedono per definizione.
(Travel) counselling: due termini che a braccetto diventano uno, perché il mio cliente ed io costruiamo di fatto un itinerario insieme. Come compagni di avventure, definiamo di comune accordo le fasi, le tappe, la meta, i tempi, e ovviamente che cosa mettere nello zaino, e cosa lasciare a casa. Alla fine del percorso, ti sentirai più leggero, e più spirito libero di prima. Per imparare a conoscere noi stessi, il (travel) counselling è la strada giusta da percorrere per fare ordine, acquisire maggiore consapevolezza, riconoscere le proprie emozioni.
Senza questo incontro umano, propriamente non ci sarebbero né viaggio, né counselling.

 

Chi sono

Mi chiamo Laura e sono Counsellor Professionista ad orientamento Adleriano. Che per dirla alla Coelho significa che “Se vuoi imparare a conoscere te stesso, inizia a esplorare il mondo intorno a te”.

Innamorata da sempre di viaggi e comunicazione, ho deciso di fare dell’ascolto attivo e della promozione del benessere delle persone il mio lavoro. Il mio obiettivo è creare una relazione libera ed esclusiva con il mio Cliente. Trovare nuovi punti di vista e superare momenti critici. Esplorare strade possibili e attraversare insieme il cambiamento. Il rapporto che andiamo a creare è intimo e costruttivo; se non c’è feeling tra di noi, non potremo lavorare insieme!

HAI BISOGNO DI ME SE:

Vuoi qualcuno che ti accompagni con professionalità e passione nel viaggio con te stesso. Faccio al caso tuo se nella vita ti piace sperimentare percorsi pratici e metterti in gioco. Sono la persona giusta se vuoi condividere i tuoi dubbi con chi li consideri un mezzo necessario per dialogare con sè,  e  farsi domande più grandi.

Posso aiutarti se senti che “c’è qualcosa che non va”. Se cerchi una Counsellor che abbia competenze umanistiche diversificate per ascoltarti attivamente, fare ordine e incoraggiarti alla consapevolezza. In me puoi trovare uno spirito libero, concreto ed intuitivo.

Rivolgendoti a me, puoi decidere liberamente il come e il dove. Gli incontri sono in studio, oppure via skype o su una panchina al parco. Ed è per questo che mi trovo nella definizione di travel counselor. In ciò che faccio la componente del viaggio è molto forte. Credo che qualsiasi  viaggio, metaforico (counselling) o reale (on the road)  per essere efficace debba avere una componente di disagio: la mente ha bisogno di venir disciplinata e ciò accade solo quando si agisce per superare delle difficoltà.  Le persone che fanno counselling  con me  giungono al termine del  proprio percorso  con un arricchimento e una coscienza diversi.

LA MIA FORMAZIONE:

Nel 2009 ho conseguito la laurea specialistica in Relazioni Internazionali e Tutela dei Diritti Umani, presso l’Università degli Studi di Torino. La mia tesi in Sociologia dell’Islam sui movimenti femminili in Iran, mi ha condotto a Teheran. Quell’esperienza mi ha indicato  la strada  verso le mie mete successive.

Successivamente, ho proseguito la mia formazione olistica nel 2011 concedendomi un po’ di tempo in Asia. Lì ho fatto esperienza diretta con la diversità umana, conoscendo da vicino culture molto differenti. La passione per i viaggi zaino in spalla mi ha portato a diventare coordinatore di gruppi per Avventure nel Mondo in Marocco, India, Cuba, Giappone, Piccole Cicladi.

Mi sono avvicinata definitivamente agli Altri grazie al triennio per diventare Counsellor professionista. La mia tesi finale si intitola “Il viaggio, esperienza della differenza e consapevolezza di sé”.  Grazie alla mia tesi, ho definito il percorso di Counselling come il vero viaggio, quello interiore.

Il primo tirocinio di Counselling l’ho svolto presso il centro d’ascolto Aria del Comune di Torino, un luogo di riflessione e di confronto per adolescenti tra i 14 e i 21 anni. Inoltre, ho partecipato alle supervisioni e ai gruppi di lavoro presso l’Associazione Famiglialcentro di Collegno. Questo è un consultorio familiare che collabora con la Scuola di Counselling Professionale ad indirizzo Adleriano di Torino. Attualmente, presso la Scuola di Torino, continuo la mia formazione permanente.

Il mio profilo multiculturale mi ha portata a diventare a mia volta insegnante di italiano presso l’Ufficio Pastorale Migranti. Le classi di livello di alfabetizzazione Alfa2 sono composte da adulti provenienti da Paesi di tutto il mondo.

Pratico ashtanga yoga, che mi ricarica di energia e mi insegna ad ascoltare il respiro per accedere alle mie parti più profonde.

Amo camminare nei boschi e perdermi nei sentieri di montagna, per fare silenzio, ascoltarmi dentro e ritornare più leggera a casa.

Sono iscritta al CNCP – Coordinamento Nazionale Counsellor Professionisti – con numero 10462.

YOGA PER SPIRITI LIBERI:

In un certo senso lo yoga è il più semplice cammino che porta al self-empowerment. Il sé che viene valorizzato non è il senso dell’io (ego) della psicologia occidentale.

E’ il Sé superiore dentro di noi, l’anima la cui esperienza diretta conduce alla trascendenza del sé e alla morte del piccolo ego, per lasciare libera di splendere la brillante luce che abbiamo dentro di noi.

Lo yoga è, come il counselling, un percorso per diventare spiriti liberi.

Ma andiamo con ordine.

Che cos’è lo yoga in origine?

La risposta si trova negli Yogasutra di Patanjali che lo definiscono “l’arresto delle modificazioni della mente”.

Per comprendere l’obiettivo di questa disciplina orientale, che a mio avviso è una vera e propria “autopsicologia applicata”, occorre soffermarsi su una premessa.

Lo yoga parte da una dualità essenziale tra la coscienza pura e la materia onnicomprensiva. La coscienza pura (l’Essere, il Sè supremo) è il nucleo e il centro dell’uomo, un punto fermo che rimane uguale in sè stesso. Può essere paragonata alla qualità della luce e non deve essere confusa con il concetto occidentale di mente.

Dal punto di vista dello yoga, la sofferenza psichica e la malattia sorgono quando gli uomini confondono il proprio nucleo interiore, la coscienza pura appunto, con i loro pensieri e le loro idee, che fanno parte invece della materia. Le tecniche dello yoga mirano ad aiutare l’uomo a staccarsi e a liberarsi dalle identificazioni con ciò che lo circonda nel mondo materiale (e mentale), e a connettersi con il suo vero centro interiore, la coscienza pura.

Qualsiasi cosa non sia pura coscienza fa parte della materia, quindi anche la psiche e i suoi contenuti! La materia si trova in uno stato di movimento e di trasformazione costanti, all’interno di tre qualità di base (dette Guna) che possono essere descritte come movimento ed energia (rajas), pesantezza e inerzia (tamas), leggerezza e spazio (satva). Queste qualità sono delle tendenze che possono essere modificate attraverso le otto tappe che compongono l’ottuplice sentiero verso la Liberazione, detto ashtanga yoga. Gli 8 rami (anga) che lo formano sono:

1. Yama, i comportamenti da tenere verso gli altri e verso l’esterno 

2. Nyama, i comportamenti da tenere verso sè stessi 

3. Asana, le posture

4. Pranayama, il controllo del respiro

5. Pratyhara, il controllo dei sensi

6. Dharana, la concentrazione in un punto

7. Dyana, la meditazione 

8. Samadhi, l’unione con la coscienza pura, pace completa

In parole semplici, l’Ashtanga Yoga richiede di lavorare sullo spirituale attraverso il fisico. Si inizia faticando nella pratica (sadhana) Delle posture mentre la nostra mente si concentra sul corpo, sul respiro (prana) e sullo sguardo (dristi). Per rendersi conto dei benefici dello yoga è necessario praticare quanto più possibile. Non si tratta di qualcosa che possa essere spiegato con la filosofia: è qualcosa che deve essere sperimentato direttamente dall’interno, portando la consapevolezza al movimento e all’azione. Con l’attento coordinamento di posizione, respiro e concentrazione, il fuoco interno della purificazione si accende e il Viaggio di trasformazione ha inizio.

Gli otto livelli del samadhi non sono così immediatamente raggiungibili da ciascuno in un breve periodo di pratica e forse nemmeno nel corso di una sola vita. Tutta la parte fisica dello yoga (rami da 1 a 3) non è altro che una preparazione per gli stati più profondi dello yoga (dal 4 al 8 anga).

Gli yama sono i principi morali che ci dicono come comportarci eticamente nel mondo. Comprendono ahimsa (nonviolenza), satya (verità, onestà), asteya (non rubare), brahmacharya (continenza, moderazione) e aparigraha (non possedere).

Gli nyama sono le regole di condotta che definiscono come dovremmo essere in relazione con noi stessi. Includono saucha (pulizia, purificazione), santosha (apprezzamento di ciò che si ha), tapas (determinazione, autodisciplina), svadhyaya (studio e conoscenza di sé) e ishvarapranidhana (abbandono al Divino, inteso anche come rinuncia alla pretesa del controllo su di sé e sugli altri, accettare che non tutto dipenda da me e che io non possa cambiare la realtà delle cose).

Praticare regolarmente le asana purifica l’area intorno al cuore spirituale e rimuove i veleni (desiderio, rabbia, delusione, avidità. Invidia e pigrizia). Praticare con forte determinazione le posture è dunque il metodo principale per modificare strati di schemi comportamentali profondamente radicati. La mente umana non è educata a mantenere uno stato equilibrato bensì a correre verso il piacere e a sfuggire dal dolore; questo costante sforzo alimenta il ciclo della sofferenza. La pratica regolare insegna a liberarsi da questi modelli di reazione che causano dipendenza e a trasformare lentamente la nostra mente in un luogo di pace.

Una volta stabilito questo approccio integrato allo sviluppo spirituale, il fuoco interiore purificante (agni) viene acceso e letteralmente brucia abitudini non salutari, tossine fisiche e blocchi emozionali. Si dice che agni coincida con il risveglio dell’energia spirituale all’interno del nostro corpo e sia accompagnato da un enorme calore interno. Per questo la pratica fisica dello yoga (karma yoga, yoga dell’azione) è importante: perché solo così sperimentiamo i veri effetti della pratica all’interno del nostro corpo e della nostra vita. Solo così sarà possibile integrare la saggezza dei sacri insegnamenti dello yoga nella nostra vita quotidiana e potremo sperimentare quella conoscenza di noi stessi che ci dà la forza e che è l’essenza dello yoga.

Lo yoga trasforma le persone non esigendo il cambiamento, ma ispirandolo dall’interno, e la sadhana quotidiana fornisce le fondamenta per tale trasformazione.

Lo yoga rivela queste relazioni, descrive le difficoltà nel percorso verso lo stato della libertà e offre strumenti e tecniche che aiutano a trovare l’accesso alla coscienza pura.

Quindi per yoga si intende il metodo per giungere alla consapevolezza che libera l’individuo dall’intreccio con le sue identificazioni, permettendogli di trovare la sua via alla libertà interiore. 

Poiché il corpo e la psiche appartengono ugualmente al mondo della materia, non esiste separazione nè preferenza tra corpo e psiche. Le posizioni (asana) si basano su tecniche che aiutano ad avvicinarsi allo stato di consapevolezza, attraverso l’azione disinteressata. Altre tecniche includono gli esercizi di respirazione yogica completa (addominale, toracica e clavicolare insieme), la concentrazione in un punto, la meditazione e uno stile di vita coerente e sensato (Yama e nyama).

La psicologia, invece, parte dal presupposto contrario dello yoga, perché ritiene che quasi tutti i processi mentali e psichici siano inconsci, e che la coscienza abbia una parte minima nelle decisioni dell’uomo. 

È lecito chiedersi dunque se lo yoga inizi laddove termini il counselling. Sicuramente esistono dei punti in comune tra questi due strumenti per il benessere olistico, per quanto provengano da due culture diverse.

Entrambi mettono a disposizione metodi olistici per la crescita umana. Lo yoga ha come obiettivo il riscatto dalla sofferenza, mentre il counselling vuole mettere l’uomo nella condizione di poter rinunciare alle repressioni e alle negazioni, in modo da affrontare la vita con maggiore consapevolezza e libertà.

L’esperienza concreta mi ha insegnato che possono completarsi e sostenersi a vicenda, e quindi beneficiare reciprocamente uno dall’altro. 

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